Il sentiment dei consumatori USA ha mostrato segni di rallentamento ad agosto, con una crescita simultanea delle aspettative d’inflazione che risulta significativa per la dinamica della spesa delle famiglie. Il Consumer Sentiment Index elaborato dall’Università del Michigan è sceso a 58,6, sotto le attese degli analisti, mentre le previsioni sui prezzi a 12 mesi sono salite al 4,9%. Questi dati indicano una crescente cautela tra i consumatori, con potenziali implicazioni per politica monetaria e mercati finanziari.
Dati agosto: sentiment e aspettative inflazione
Ad agosto, l’indice del sentiment consumatori è calato rispetto a luglio (da 61,7 a 58,6), segnando una battuta d’arresto nel recupero estivo. Le condizioni attuali e le aspettative future si sono indebolite, con un crollo del 14% nella propensione all’acquisto di beni durevoli, come auto ed elettrodomestici. Contestualmente, le aspettative d’inflazione a breve termine sono aumentate al 4,9%, mentre quelle a lungo termine hanno raggiunto il 3,9%. Questo rialzo riflette la crescente percezione di pressioni inflazionistiche strutturali, elementi che condizionano salari, consumi e risparmio.
Cause del calo sentiment e impatto sui consumi
Il peggioramento del sentiment si lega principalmente all’aumento delle preoccupazioni per l’inflazione, alimentate non solo da rincari energetici e alimentari, ma anche da timori su dazi e misure commerciali che rischiano di tradursi in nuovi incrementi dei prezzi. A questo si aggiunge una fragilità in termini di potere d’acquisto reale, con dinamiche salariali insufficienti a compensare la crescita dei costi. Di conseguenza, i consumatori mostrano maggiore prudenza specialmente verso gli acquisti di beni durevoli, con possibile rallentamento per settori chiave e impatti negativi sulla crescita economica complessiva.