La Banca Centrale della Nigeria (CBN) ha segnato il 23 settembre 2025 una svolta significativa nella sua politica monetaria, operando il primo taglio dei tassi dopo cinque anni. Il policy rate è stato ridotto di 50 punti base, scendendo al 27%, una decisione guidata dalla disinflazione prolungata e dalla necessità di sostenere la ripresa economica del paese. Dopo un periodo di tassi elevati volti a contenere la forte inflazione, il miglioramento dei dati macroeconomici ha aperto la strada a un riallineamento delle condizioni monetarie per stimolare ulteriore crescita e stabilità.

Motivazioni e contesto economico del taglio tassi

La decisione della CBN è stata motivata principalmente dalla discesa dell’inflazione annua, che ha raggiunto il 20,12% ad agosto, confermando il quinto mese consecutivo di moderazione dei prezzi. Questo calo segue il picco del 2024, quando l’inflazione era balzata intorno al 31% a causa di misure fiscali restrittive e svalutazioni della naira. Parallelamente, il prodotto interno lordo nigeriano ha mostrato segnali di rafforzamento, con una crescita del 4,23% nel secondo trimestre del 2025, il ritmo più elevato degli ultimi quattro anni. Secondo il governatore Olayemi Cardoso, la combinazione di questi fattori ha creato lo spazio necessario per un alleggerimento selettivo della politica monetaria, volto a sostenere la ripresa in corso e migliorare le condizioni di credito per famiglie e imprese.

Impatto su inflazione, credito e mercato dei cambi

Nonostante la riduzione nominale dei tassi, il tasso di interesse reale ex-post rimane positivo, attestandosi intorno al 6,9%, mantenendo quindi una moderata restrizione monetaria. Tuttavia, l’efficacia del taglio dipenderà dalla capacità della CBN di trasferire questa politica al costo reale del credito, un meccanismo storicamente attenuato in Nigeria a causa di premi di rischio elevati e limitazioni del mercato formale. Le imprese possono attendersi una graduale diminuzione del costo del capitale, mentre il mercato finanziario interno potrebbe beneficiare di rendimenti obbligazionari più compressi e prospettive azionarie più favorevoli, sebbene permangano rischi legati alla stabilità del tasso di cambio. Senza adeguati flussi di valuta estera o misure fiscali responsabili, la svalutazione della naira resta un fattore di vulnerabilità, come evidenziato dagli eventi del 2024.

Prospettive e attenzione ai rischi futuri

Il primo alleggerimento della politica monetaria dopo anni di stretta rappresenta un segnale importante per la Nigeria, ma va accompagnato da una comunicazione chiara e da una stretta collaborazione tra politica monetaria e fiscale. Tra i rischi maggiori figurano un possibile ritorno dell’inflazione in caso di shock esterni sui prezzi delle commodity, il rischio che il taglio dei tassi non si rifletta completamente sul costo del credito reale e la possibile volatilità nei mercati valutari. Gli esperti invitano a un approccio calibrato, pronto a correggere la rotta se i segnali economici dovessero deteriorarsi. Monitorare l’evoluzione dell’inflazione, della dinamica dei prestiti e del tasso di cambio sarà cruciale per valutare la sostenibilità di questa nuova fase di politica monetaria più accomodante.

Così, il recente taglio dei tassi della Banca Centrale della Nigeria si configura come un momento di svolta che mira a consolidare la discesa dell’inflazione e incoraggiare una crescita economica più sostenuta, in un contesto che richiede equilibrio e attenzione alla stabilità complessiva del sistema.